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04/04/2006
    ambito: nazionali   

Impresa in Genere – Rapporto dell’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile 2005

E’ stato presentato 'Impresa in Genere’ , il rapporto dell'Osservatorio dell'Imprenditoria Femminile 2005 di Unioncamere, realizzato da Retecamere.
Le imprese femminili attive oggi sono oltre 1,2 milioni su un totale di circa 5 milioni. Vale a dire il 23,8%, pari a una crescita dell'1,8% rispetto al 2004, superiore a quella del totale delle imprese italiane (+1,1%). Al Centro e Nordovest si sono verificati gli aumenti maggiori (circa il 2%), mentre le donne del Nordest sono state lo scorso anno le più ‘restie’ alla creazione di nuove imprese.
La maggioranza relativa delle imprese femminili (il 31,8%) si addensa nel settore del commercio, ma è il settore degli altri servizi pubblici, sociali e personali quello con il più alto tasso di femminilizzazione. Qui, infatti, poco meno di una impresa su due (per la precisione il 48,87%) è femminile, una realtà consolidata e segnata da un trend in costante crescita negli ultimi anni (+8,96 nel 2005). La graduatoria della femminilizzazione vede altri quattro settori
superare il 30%: sanità ed altri servizi sociali con il 40,91%; servizi domestici presso famiglie con il 37,50%; alberghi e ristoranti con il 33,58%; istruzione, con il 32,41%. Tra queste, una parte sempre più significativa del fenomeno dell’imprenditoria femminile la stanno giocando le donne immigrate: in totale oggi sono 37.248 unità e nel 2005 sono cresciute del 13,9% rispetto al 2004.
“La partecipazione sempre più diffusa delle donne al mondo delle lavoro - e del lavoro d’impresa in particolare - è un fattore di crescita sociale e culturale fondamentale. Non è infatti un caso che anche l’Unione europea consideri prioritario questo tema per garantire uno sviluppo significativo, equo e solidale”. Così il Segretario Generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, ha commentato i dati presentati.
“Questo incremento progressivo del lavoro femminile – ha aggiunto Giuseppe Tripoli – si traduce nel nostro Paese in grandissima parte in una crescente diffusione delle imprese guidate da donne o comunque a prioritaria partecipazione femminile. Le imprese femminili attive oggi sono oltre un milione e 200mila (su poco più di 5 milioni), ovvero il 23,8% del totale. E’ certo positivo notare che queste imprese nascono soprattutto al Sud, sicuramente - ma non esclusivamente – per la necessità di trovare uno sbocco lavorativo adeguato e soddisfacente. Sono numeri importanti, che però stupiscono solo in parte: l’Italia è stata e continua a rimanere il paese che più e meglio di altri si contraddistingue per una grandissima voglia di “fare impresa”. Un desiderio forte, che porta 1.000 persone al giorno a dar vita ad una nuova attività imprenditoriale”.
“Su questo fronte – ha concluso il Segretario Generale di Unioncamere - le Camere di Commercio sono fortemente impegnate nei singoli territori in termini di formazione degli imprenditori, di orientamento al mercato, di promozione dell’innovazione per affiancare agli incentivi economici una rete sempre più ricca di servizi di sostegno e promozione alle imprese, alle famiglie, alle persone. Occorre continuare ad operare in questa direzione, mettendo a fattor comune esperienze, risorse e professionalità”.
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Le imprese femminili attive oggi sono oltre 1,2 milioni su un totale di circa 5 milioni. Vale a dire il 23,8%, pari a una crescita dell'1,8% rispetto al 2004, superiore a quella del totale delle imprese italiane (+1,1%). Al Centro e Nordovest si sono verificati gli aumenti maggiori (circa il 2%), mentre le donne del Nordest sono state lo scorso anno le più ‘restie’ alla creazione di nuove imprese. La maggioranza delle imprese femminili (31,8%) si concentra nel settore del commercio, ma è il settore degli altri servizi pubblici, sociali e personali, quello con il più altro tasso di femminilizzazione. Qui, infatti, poco meno di un'impresa su due (48,9%) è 'in rosa’, una realtà consolidata e segnata da un trend in costante crescita negli ultimi anni (+8,9% nel 2005). Per quanto riguarda i settori preferiti dalle imprenditrici, altri quattro presentano percentuali femminili superiori al 30%: sanità e servizi sociali (40,9%), servizi domestici presso famiglie (37,5%), alberghi e ristoranti (33,5%) e istruzione (32,4%).
L'incremento più marcato del 2005 si è avuto nel Lazio (3,2% di imprese femminili in più rispetto all'anno precedente). Seguono la Puglia (+2,4%) e la Campania (+2,3%). La Calabria è nel 2005 in frenata con una diminuzione dello 0,3% delle imprese femminili rispetto al 2004 (quando conduceva la classifica della regione più dinamica), così come la Basilicata (-0,1%) e la Valle d'Aosta (-1%). La regione in cui le imprese rosa sono percentualmente più numerose rispetto al totale si conferma il Molise, con il 32,1%. Seguono la Basilicata (29,7%), l'Abruzzo (28,4%), la Campania (28%) e il Lazio (26,5%). Se, invece, si guarda ai valori assoluti, è la Lombardia che occupa saldamente la testa della classifica nazionale, con 162.653 imprese guidate da donne, pari al 20,3% dell'universo imprenditoriale regionale. A distanza seguono la Campania (128.169), la Sicilia (99.525), il Piemonte (99.477) e il Veneto (96.183). Le individuali continuano ad essere la grande maggioranza delle imprese femminili (876.476 nel 2005, quasi il 72% del totale, in diminuzione, però, rispetto al 2004 di quasi un punto percentuale). Continua la crescita delle donne che scelgono di fare impresa partendo da una struttura più solida. Nel 2005, infatti, sono aumentate di circa il 20% rispetto all'anno precedente le società di capitali guidate da donne, raggiungendo quota 89.492 unità.
Una parte sempre più significativa del fenomeno dell'imprenditoria femminile la stanno giocando le donne immigrate: in totale sono oggi 37.248 unità. Nel 2005 le imprenditrici provenienti da altri Paesi sono cresciute del 13,9% rispetto al 2004. Alla fine dello scorso anno le nazionalità più frequenti tra le titolari di ditte individuali erano nell'ordine quelle cinese, nigeriana e marocchina. Unica novità nella classifica dei primi dieci posti, rispetto al 2004, è l'avvicendamento tra le cittadine nigeriane (passate dalla quarta alla terza posizione) e le colleghe del Marocco (scese di un posto). Le oltre 37mila imprese guidate da donne immigrate si concentrano prevalentemente nel commercio (16.902 imprese), nelle attività manifatturiere (6.444) e nell'agricoltura (2.912). A livello territoriale, in Lombardia (5.867 imprese), Toscana (3.867), Lazio (3.798), Campania (3.153) e Veneto (2.890). In termini percentuali, la crescita maggiore di imprenditrici individuali extra-Ue si registra in Piemonte e Valle d'Aosta (+20%), in Emilia Romagna (18,6%) e nelle Marche (15,7%).
Qui in allegato disponibile scaricabile:
- Impresa in Genere – Rapporto dell’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile 2005
Nella sezione articoli è disponibile scaricabile:
- la rassegna stampa completa riguardante la presentazione del Rapporto